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Haven

 

Costruita nei cantieri:     Astilleros Espanoles S.A. di Cadice
Varata nel:                     1973 dalla Amoco
Lunghezza:                    334 metri
Larghezza:                     52 metri   

Tipo: petroliera
Anno di costruzione: 1973
Cantiere: Astilleros Espanoles S.A. - Cadice  (Spagna)
Nazionalità: cipriota
Stazza lorda: 109.700 tonnellate
Lunghezza: 334,00 metri
Larghezza: 51,06 metri
Eliche: 1
Equipaggio: 36 uomini
Data affondamento: 14 aprile 1991 ore 10:05
Causa affondamento: incendio
Comandante: Petros Grigorakakis
Carico: 144.000 tonnellate di greggio
Morti: 5

 

 

 

 

 

Il disastro

11 Aprile 1991, ore 12.40.

Davanti al Terminal Petroli di Multedo (Genova), a bordo della superpetroliera Haven, battente bandiera cipriota, si sviluppa un incendio che provoca una violenta esplosione. 144mila tonnellate di greggio si riversano in mare. Nella sciagura, pero’, una fortunata congiuntura di eventi - condizioni metereologiche favorevoli e il prolungato incendio che e’ seguito all’esplosione - ha in parte arginato l’espansione dell’enorme quantita’ di petrolio fuoriuscito dalle cisterne divelte. L’incendio che ha avvolto la nave in una densa nuvola di fumo e’ durato tre lunghi giorni. Il 12 aprile, durante le operazioni di rimorchio, il rimorchiatore Olanda aggancia la petroliera con un cavo attorno all’asse del timone per il riavvicinamento alla costa ed a questo punto la nave si divide in due tronconi: la prora con il bulbo si stacca e si adagia sul fondale a 490 metri di profondita’, il resto del relitto, ancora galleggiante, continua a bruciare fino all’affondamento che avviene dopo 72 ore dall’esplosione. Il 14 aprile, alle 10.05 del mattino, il corpo principale del relitto si adagia a 80 metri di profondita’, a circa un miglio al largo di Arenzano. Da allora si sono succedute diverse operazioni di bonifica che hanno prosciugato gran parte del greggio da fondali, coste e spiagge. Oggi, a distanza di 11 anni, la Haven e’ diventato il piu’ grande relitto visitabile del Mediterraneo, uno dei piu’ importanti e conosciuti del mondo. Le elevate temperature e il perdurare dell’incendio, hanno favorito la distruzione di vernici, di cromature e di tutti i materiali di rivestimento della nave, consentendo la colonizzazione spontanea di interessanti forme di vita bentonica tra le lamiere del relitto sin dai primi mesi successivi al disastro. Oggi la petroliera Haven, da protagonista e causa di un importante disastro ambientale, si e’ trasformata in un’oasi di vita nei fondali di Arenzano. Le immersioni sul relitto portano alla scoperta di un suggestivo scenario naturale: i fasci di luce delle torce illuminano gruppi di anemoni gioiello, ostriche, nudibranchi e alcionari. Non mancano gli avvistamenti di orate, saraghi, ricciole, scorfani, cernie, murene e aragoste. Forme di vita marina sono presenti da alcuni metri sopra il castello di comando della Haven (-20 mt) fino a 80 metri di profondita’.

 

 

 

 

 

 

 

Immersione

Il relitto della petroliera Haven e’ diviso in due tronconi:
- la prua, che si trova a 490 metri di profondita’
- la prora e il corpo principale, visitabile, che poggia su un fondale a -80 mt e arriva fino a -32 mt.

Il corpo principale - che comprende la quasi totalita’ dello scafo, della coperta con la struttura del cassero e della zona poppiera - e’ lungo circa 250 mt e largo 50 mt. Le aree visitabili di maggiore interesse riguardano il castello, la zona di comando e l’imponente fumaiolo che si trovano tra i -32 ed i -54 mt, mentre il piano di coperta e’ a una profondita’ compresa tra i -52 e i -56 mt. Le immersioni sulla Haven sono regolate da una ordinanza della Capitaneria di Porto di Genova (n. 305/99) che impone un accompagnatore/guida ogni tre sommozzatori. Si inizia l’immersione scendendo lungo la cima di ancoraggio fissata al tetto del cassero (- 32 mt); dopo circa 10 mt. di discesa, in condizioni di buona visibilità, si inizia ad intravedere lo scafo della m/c Haven. Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è qualcosa di veramente unico e straordinario, un gigante inerme adagiato sul fondo divenuto dimora delle più svariate forme di vita marina. Proseguendo la discesa lungo la cima, raggiungiamo il tetto del cassero ad una profondità di circa -32 mt; qui ci fermiamo una manciata di secondi per adattarci alla profondità e, una volta scambiati alcuni segni convenzionali che ci assicurano che tutto va bene, proseguiamo l’immersione dirigendoci verso poppa per raggiungere il ponte di comando che si trova ad una profondità di circa -40 mt. Una delle prime cosa che ci sorprende è che la struttura metallica della nave sembra essere stata sostituita da un insieme minuzioso di incrostazioni da cui spiccano ostriche di ogni forma e misura, ricci diadema incastonati come gemme e spirografi che ondeggiano elegantemente.Gli amanti della fotografia e delle riprese subacquee potranno immortalare immagini indimenticabili: murene curiose che fanno capolino dalle loro tane, eleganti branchi di saraghi che brillano tra gli scogli e polpi pigri perfettamente mimetizzati.  

                 

Haven

Tipo immersione

 RELITTO

Brevetto minimo richiesto

 TERZO GRADO

Correnti

 SCARSE

Profondità

 32-60m

Orientamento

 DIFFICILE

 

11 aprile 1991.

Durante le operazioni di travaso di greggio da una cisterna all'altra,una violenta esplosione scoppiò a bordo della Haven, una super petroliera lunga 334 metri. Per tre giorni un violento incendio bruciò tonnellate di greggio, dalla nave si spezzò il troncone di prua e i 250 metri rimasti colarono a picco un miglio al largo del centro abitato di Arenzano. Attualmente il relitto della Haven giace in assetto di navigazione su un fondale fangoso a 80 metri di profondità. La  Haven è attualmente il relitto più grande d'Europa e la sua eplorazione, condotta nel rispetto dei parametri di sicurezza, è un'esperienza affascinante e indimenticabile. Arrivati sul sito di immersione ci ormeggiamo alle grosse cime che emergono in superficie e iniziamo la nostra discesa seguendo la linea guida che ci condurrà sul castello di poppa. La zona non è battuta da forti correnti, ma è consigliato scendere a stretto contatto della cima di discesa per evitare di allontanarsi e perdere l'orientamento che ci porterebbe a scendere lontano dal relitto su di un fondale di 80 metri. Arrivati a -32 metri sulla sommità del castello di poppa abbandoniamo la cima di discesa e iniziamo l'esplorazione esterna dei ponti sottostanti. A 40 metri, dopo aver sbirciato all'interno dei finestroni del penultimo ponte, attraversiamo la coperta verso poppa in direzione dell'imponente fumaiolo. In questa fase, è importante mantenere la quota perché il ponte di coperta si trova sotto di noi a -55 metri di profondità. Arrivati al fumaiolo iniziamo a risalire a spirale intorno ad esso fino a raggiungerne la sommità a circa 32 metri. Le pareti del fumaiolo, così come tutto il relitto, sono interamente ricoperte di grosse e robuste ostriche, di coloratissimi anemoni gioiello e da altre interessanti forme di vita. La sommità del fumaiolo, tagliata dopo il naufragio per non disturbare la navigazione, si apre sotto di noi come una impressionante voragine al cui interno, illuminando con una torcia, si possono scorgere aragoste ed astici. Ritornando al castello di poppa, possiamo penetrare all'interno della plancia di comando, unica parte del relitto in cui è consigliato entrare perché permette un facile accesso. Osservando con attenzione negli anfratti e in mezzo alle tubazioni, possiamo vedere gronghi, aragoste, gamberi, mentre affacciandosi dagli ampi finestroni che contornano il perimetro della plancia, godiamo di una suggestiva visione del blu circostante, interrotto dal rapido passare di grossi pelagici. A questo punto, possiamo abbandonare il relitto per iniziare la risalita lungo il cavo guida, ed effettuare la nostra sosta di sicurezza.

 

 

 


 

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